Stabilire il prezzo del tuo prodotto è una delle decisioni più importanti che dovrai prendere come titolare di una piccola impresa e una delle più facili su cui riflettere troppo. Il modello di determinazione dei prezzi che scegli influisce su tutto: dai tuoi margini e dal potenziale di crescita al modo in cui i clienti percepiscono il tuo valore.
Se sbagli, l’impatto è immediato: se il prezzo è troppo alto, i potenziali clienti potrebbero optare per alternative più economiche; se è troppo basso, potresti ottenere più vendite, ma rischierai di intaccare i tuoi profitti e di avere difficoltà a coprire i costi.
Non c’è da stupirsi che così tanti imprenditori si trovino in difficoltà su questo punto, specialmente quando lanciano qualcosa di nuovo. Ma la determinazione del prezzo non deve necessariamente rappresentare un ostacolo. Con il giusto approccio, il pricing diventa uno strumento che puoi effettivamente utilizzare per sviluppare la tua attività.
Se hai avviato un business o ti appresti a lanciare un prodotto sul mercato, ecco che cosa ti serve sapere per stabilire il prezzo di vendita, con formule, consigli e 6 strategie di pricing collaudate.
Cosa si intende per prezzo di vendita?
Il prezzo di vendita costituisce l'importo finale richiesto da un'azienda per la cessione di un bene o servizio, stabilito in base a una serie di fattori che approfondiremo nel corso di questa guida. Dal punto di vista dei clienti, il prezzo di vendita corrisponde al valore del prodotto rispetto ai suoi benefici: a elevati benefici in relazione al prezzo, corrisponde un aumento del valore percepito e viceversa.
Come abbiamo detto, la decisione sul pricing o prezzo di vendita dei prodotti è fondamentale. In definitiva, il prezzo incide su ogni aspetto, a partire dalle finanze aziendali fino al posizionamento del tuo prodotto sul mercato.
Le strategie di pricing variano in base al settore, al pubblico di riferimento e al costo dei prodotti. Nell'ecommerce, ad esempio, i modelli di pricing basato sul valore sono molto diffusi. Nei mercati altamente concorrenziali, invece, il pricing competitivo è spesso la scelta più indicata.
Come stabilire il prezzo di vendita dei tuoi prodotti
Il modo più semplice per determinare il prezzo di vendita è sommare tutti i costi necessari per immettere il prodotto sul mercato e aggiungere un markup.
Costo + Markup = Prezzo di vendita
Questo metodo sembra troppo semplice per essere efficace? In parte hai ragione, ma ecco come funziona. Il markup dipende dal settore in cui operi, tra gli altri fattori. Il pricing basato sui costi garantisce un profitto lordo su ogni articolo venduto e può funzionare bene come soluzione a breve termine. Tuttavia, ci sono altri aspetti da considerare.
Se il tuo markup è troppo alto e i tuoi prodotti vengono percepiti come troppo costosi, i potenziali clienti non li acquisteranno e perderai quote di mercato. Se invece fissi un margine troppo basso, potresti lasciare indietro dei ricavi, rendendo difficile la crescita su larga scala.
Sebbene il pricing cost-plus funzioni in alcune situazioni, la tua struttura di prezzi deve tenere conto anche delle tendenze dei consumatori e del posizionamento sul mercato, ovvero di come il tuo brand viene percepito rispetto ai concorrenti.
Definisci il tuo posizionamento sul mercato attraverso la unique value proposition che spinge i clienti ad acquistare da te piuttosto che dalla concorrenza. Una volta fatto questo, potresti andare oltre la semplice strategia di pricing cost-plus.
Questo perché strategie di prezzo diverse funzionano meglio a seconda del posizionamento di mercato. Ad esempio, supponiamo che tu abbia una strategia di posizionamento basata sul valore. Ciò significa che i clienti acquistano il tuo prodotto piuttosto che quello della concorrenza per via del valore percepito che esso offre loro.
Magari vendi un aspirapolvere più silenzioso rispetto agli altri presenti sul mercato. Dato che ti stai differenziando in base al livello di rumore, ti conviene stimare il valore approssimativo in euro che i tuoi clienti attribuiscono alla silenziosità e aggiungerlo al prezzo base dell’aspirapolvere.
Se invece vendi un prodotto di largo consumo, potresti adottare una strategia di prezzo economica, in cui mantieni i prezzi bassi e fai affidamento sul volume delle vendite per realizzare un profitto sostenibile. Se vendi un prodotto di lusso come borse di alta moda o gioielli di pregio, potresti adottare una strategia di prezzo premium, fissando prezzi più alti per creare l’illusione di prestigio ed esclusività.
Tieni presente che la definizione dei prezzi non è una decisione che si prende una volta per tutte. Man mano che le condizioni di mercato e la tua attività cambiano, probabilmente dovrai rivedere i prezzi dei tuoi prodotti. Tuttavia, se stai cercando di stabilire il prezzo al dettaglio del tuo prodotto per la prima volta, il metodo cost-plus è un modo relativamente rapido e semplice per definire un punto di riferimento.
Come calcolare un prezzo sostenibile
- Calcola i costi fissi
- Inserisci i costi variabili (per prodotto)
- Considera i costi internazionali e i dazi doganali
- Calcola il costo per unità
- Aggiungi un margine di profitto
Per stabilire il prezzo di vendita di un prodotto, devi innanzitutto determinare il costo unitario del prodotto. Si tratta dell'importo che spendi per produrre e vendere ogni singolo prodotto. Inizia sommando le spese aziendali, sia quelle fisse che quelle variabili.
1. Calcola i costi fissi
I costi fissi sono le spese che non variano indipendentemente dal numero di prodotti realizzati. Includono i costi generali come affitto, assicurazione aziendale e stipendi.
Ecco alcuni costi fissi comuni:
- Affitto per uffici, spazi produttivi o magazzini
- Stipendi
- Assicurazione aziendale
- Imposte sugli immobili
- Macchinari e attrezzature produttive
- Abbonamenti software, come per una piattaforma ecommerce o strumenti di contabilità
- Costi di marketing e pubblicità, come la spesa per il digital advertising
Prima di sommare queste spese, scegli un periodo di riferimento per garantire coerenza contabile: potrebbe essere un mese, un trimestre o un anno. Misurerai ciascuna voce di costo per questo arco temporale.
2. Inserisci i costi variabili (per prodotto)
I costi variabili sono le spese che cambiano in base al numero di prodotti realizzati, noti anche come costo del venduto. Innanzitutto, devi individuare tutti i costi necessari per immettere ogni unità di prodotto sul mercato.
Se ti procuri i prodotti acquistandoli, devi conoscere il prezzo di costo di ciascuna unità. Se invece hai optato per la produzione propria, la ricerca è un po' più complessa. Dovrai fare riferimento al costo delle materie prime: quanto costa un certo quantitativo di materiale? E quanti prodotti permette di realizzare? In questo modo, avrai una stima approssimativa del prezzo di costo per ogni articolo in vendita.
Non dimenticare che anche il tempo che dedichi alla tua attività è prezioso. Per dare un prezzo al tuo tempo, stabilisci la tariffa oraria che desideri guadagnare dalla tua attività e suddividila per il numero di prodotti che riesci a realizzare in un'ora. Per fissare un prezzo di vendita sostenibile, assicurati di considerare il tuo tempo come costo variabile del prodotto.
Altri costi variabili tipici includono:
- Costi di packaging
- Costi di spedizione
- Commissioni di vendita
- Costi di stoccaggio dell'inventario
- Costi delle materie prime
- Commissioni per carte di credito
Ecco un esempio dei costi che potresti sostenere per un singolo prodotto:
Costo del prodotto venduto |
3,25 € |
Tempo di produzione |
2,00 € |
Packaging |
1,78 € |
Materiale promozionale |
0,75 € |
Spedizione |
4,50 € |
Commissioni di affiliazione |
2,00 € |
Costo totale del prodotto |
14,28 € |
In questo esempio, il costo totale per prodotto è di 14,28 €.
3. Considera i costi internazionali e i dazi doganali
Se acquisti prodotti dall'estero o vendi a clienti in altri Paesi, dovrai aggiungere ai tuoi costi variabili totali le spese relative a dazi doganali, imposte e spedizioni internazionali. Queste voci possono variare significativamente a causa dei cambiamenti nelle politiche commerciali.
Per le aziende che importano prodotti, è importante verificare le aliquote doganali specifiche applicabili alle proprie categorie merceologiche. Poiché queste aliquote possono cambiare con le politiche commerciali, è consigliabile introdurre una certa flessibilità nei calcoli dei costi.
Quando calcoli i tuoi costi, tieni conto di queste spese di importazione e spedizione internazionale per garantire la sostenibilità dei tuoi margini di profitto.
4. Calcola il costo per unità
Ora che hai sommato i costi fissi e variabili, è il momento di calcolare il costo per unità. Puoi seguire questa semplice formula:
(Costi variabili totali + Costi fissi totali) / Numero di unità prodotte = Costo per unità
Utilizza lo stesso periodo di riferimento usato per i calcoli dei costi fissi e variabili per determinare il numero di unità prodotte: quanti prodotti hai realizzato in quel lasso di tempo?
5. Aggiungi un margine di profitto
Una volta calcolato il costo per unità, è tempo di includere nel prezzo il tuo margine di profitto lordo. Come minimo, il tuo prezzo dovrebbe permetterti di andare in pareggio su ogni vendita.
I margini di profitto lordo variano a seconda del settore, con valori medi che indicativamente vanno dal 26% per alimentari e generi di prima necessità, fino al 56% per l'abbigliamento.
Per calcolare il prezzo di vendita, dividi il costo per unità per 1 meno il margine di profitto desiderato, espresso come decimale. Per un margine di profitto del 20%, il valore da sottrarre è 0,2. Quindi, dividi il costo per unità per 0,8.
Ecco la formula:
Prezzo indicativo = (Costo unitario) / (1 - Margine di profitto desiderato espresso in decimale)
Se il costo unitario è di 14,28 € e il margine di profitto desiderato è del 20%, il calcolo da effettuare è il seguente: 14,28 € / (1 - 0,2) = 17,85 €
Tieni presente che il margine di profitto e il markup non sono la stessa cosa e si calcolano con formule leggermente diverse. Il markup è la percentuale aggiunta al costo del prodotto per determinare il prezzo di vendita. Il margine di profitto, invece, è la percentuale del prezzo di vendita che rimane dopo aver sottratto il costo del prodotto.
Prima di fissare il prezzo di vendita definitivo, valutalo alla luce delle condizioni generali del mercato e dei prezzi dei concorrenti, per assicurarti che rientri nell'intervallo di prezzo "accettabile" per il tuo prodotto. Se il tuo prezzo è significativamente più alto rispetto a quello della concorrenza per un prodotto simile, potresti avere difficoltà ad attrarre acquirenti.
Come calcolare il prezzo di vendita di un prodotto artigianale
Calcolare il prezzo di vendita di un prodotto artigianale non è tanto diverso rispetto a quanto visto fino a ora, solo c'è qualche dettaglio in più a cui è utile prestare attenzione.
Naturalmente si dovranno considerare i costi fissi e variabili: costo dei materiali, tempo di produzione, il packaging, attività di marketing e promozione, spedizione, energia per far funzionare i propri attrezzi ed eventuali costi di manutenzione dei propri strumenti di lavoro.
Prendi in considerazione il fattore di differenziazione
Per calcolare il prezzo di un prodotto artigianale occorre inoltre tenere in considerazione l'unicità e la rarità del lavoro svolto. È utile, in questo caso, porsi domande come:
- Quanti sono gli artigiani che operano in questo settore?
- Qual è il proprio fattore di differenziazione?
- Quanto è complicato per un consumatore reperire i prodotti che realizzi?
- È un prodotto unico oppure si può realizzare in serie?
Chiaramente, più è bassa l'offerta, più è alta la richiesta e più il prezzo di vendita del prodotto finito sale.
Allo stesso modo, poter accedere a un prodotto artigianale realizzato con una formula unica (e magari brevettata) conferisce all'oggetto stesso un valore percepito maggiore per cui il cliente potenziale è disposto a spendere di più.
Infine, un prodotto artigianale realizzato in un'unica copia porta con sé il valore dell'esclusività dell'oggetto stesso, il che può consentirti di aumentare il tuo margine di ricarico.
Come avrai notato, così come il lavoro degli artigiani è unico, anche il metodo per calcolare il prezzo di vendita di un prodotto artigianale è singolare e tiene conto di fattori che vanno al di là dei semplici costi fissi e variabili.
6 strategie di pricing comuni
- Pricing basato sui costi (cost-plus)
- Pricing competitivo
- Pricing basato sul valore
- Pricing premium
- Pricing di penetrazione
- Price skimming
Una volta che conosci i tuoi costi, la scelta di una strategia di pricing determina come i clienti percepiscono il tuo brand. Ecco sei approcci, ciascuno con punti di forza diversi a seconda del tuo posizionamento sul mercato e dei tuoi obiettivi.
1. Pricing basato sui costi (cost-plus)
Il pricing basato sui costi è il modo più semplice per fissare un prezzo. Si calcola il costo totale per produrre un articolo, poi si aggiunge un margine di ricarico per il profitto.
Un artigiano che realizza gioielli personalizzati, ad esempio, potrebbe calcolare il costo esatto di argento, perline e manodopera per una collana, quindi aggiungere un ricarico del 50% per arrivare al prezzo finale al dettaglio.
Per chi è indicato: chiunque voglia un metodo rapido e senza complicazioni per assicurarsi di non perdere denaro su ogni vendita.
Vantaggi:
- Facile da calcolare senza ricerche approfondite
- Ogni vendita è redditizia fin dal primo giorno
- Aggiornare i prezzi è semplice quando i costi cambiano
Svantaggi:
- Non tiene conto di quanto i clienti siano effettivamente disposti a pagare
- Ignora i prezzi praticati dalla concorrenza
- Si rischia di prezzare troppo in basso (guadagnando meno del dovuto) o troppo in alto, uscendo dal mercato
2. Pricing competitivo
Una strategia di pricing competitivo tiene conto dei concorrenti. Si analizza quanto praticano per prodotti simili e si fissa il proprio prezzo in modo da essere allineati, leggermente inferiori o leggermente superiori.
Ad esempio, un brand di streetwear potrebbe analizzare le inserzioni del marketplace per felpe oversize simili e assicurarsi che i propri prezzi siano in linea con le aspettative degli acquirenti.
Per chi è indicato: aziende che operano in mercati affollati e competitivi, dove i clienti confrontano i prezzi prima di decidere.
Vantaggi:
- Aiuta a posizionarsi in una fascia di prezzo equa per gli acquirenti
- Riduce il rischio di prezzare troppo in alto o troppo in basso
- Ha senso per prodotti difficili da differenziare
Svantaggi:
- Può trasformarsi in una corsa al ribasso se i concorrenti continuano a sottoquotarsi
- Il pricing finisce per reagire alle mosse altrui, anziché seguire una propria strategia
- Non offre ai clienti un motivo forte per sceglierti basandosi solo sul valore
3. Pricing basato sul valore
Con il pricing basato sul valore, si applica un prezzo corrispondente a quanto i clienti ritengono che il prodotto valga per loro. Se il tuo prodotto fa risparmiare molto tempo o li fa sentire bene, quel valore è elevato e il prezzo può esserlo di conseguenza.
Un brand di skincare direct to consumer, ad esempio, potrebbe applicare un prezzo più alto grazie a risultati clinici verificati.
Per chi è indicato: brand che offrono prodotti unici e sanno spiegare chiaramente perché vale la pena pagare di più.
Vantaggi:
- Non devi limitarti ai costi, quindi hai più libertà per ottenere margini consistenti
- Il prezzo supporta un'immagine di brand premium o di alta qualità
- I clienti percepiscono che il prezzo corrisponde al valore che ricevono
Svantaggi:
- Richiede una conoscenza approfondita di ciò che i clienti apprezzano davvero
- È più difficile da giustificare se i concorrenti offrono caratteristiche simili a prezzi inferiori
- Potrebbe essere necessario rivedere e adeguare i prezzi al variare delle aspettative dei clienti e del mercato
4. Pricing premium
Una strategia di pricing premium è semplice: si fissa intenzionalmente un prezzo elevato per far sembrare il prodotto esclusivo e di alta qualità. Il prezzo alto è parte di ciò che lo rende desiderabile.
Brand di lusso come Rick Owens, Balenciaga e Yves Saint Laurent utilizzano questa strategia. Applicano prezzi elevati per creare un senso di prestigio, che comunica una qualità eccellente.
Per chi è indicato: brand di lusso o di prestigio in cui l'esclusività è parte del fascino.
Vantaggi:
- Elevati margini di profitto su ogni vendita, anche a volumi ridotti
- Rafforza un'immagine di brand aspirazionale e "premium"
- Attrae acquirenti che vedono nel prezzo un segnale di qualità
Svantaggi:
- Meno persone possono permettersi i tuoi prodotti, il che limita naturalmente il pubblico
- Sono necessari un branding e un marketing solidi per far percepire il prezzo come giustificato
- Le vendite possono calare quando l'economia rallenta o i clienti riducono le spese
5. Pricing di penetrazione
Con il pricing di penetrazione, si lancia un nuovo prodotto a un prezzo basso per costruire rapidamente una base di clienti. L'obiettivo è conquistare una grande fetta di mercato fin da subito. Una volta ottenuto un seguito fedele, si inizia ad alzare il prezzo.
Immagina un brand di integratori che lancia un nuovo prodotto al collagene: parte con uno sconto introduttivo per raccogliere recensioni a cinque stelle, poi aumenta gradualmente il prezzo una volta che la prova sociale è consolidata.
Per chi è indicato: nuove aziende che cercano di entrare in un mercato competitivo e costruire una base di clienti.
Vantaggi:
- Aiuta ad acquisire clienti rapidamente e a creare slancio nelle fasi iniziali
- Facilita la raccolta di recensioni, testimonianze e prova sociale
- Mette sotto pressione i concorrenti che non possono permettersi di eguagliare i tuoi prezzi
Svantaggi:
- I margini sono ridotti (o inesistenti) all'inizio
- Si rischia di attrarre clienti più interessati al prezzo che al brand
- I clienti si abituano a pagare meno e alzare i prezzi in seguito può essere difficile
6. Price skimming
Il price skimming, o strategia di scrematura dei prezzi, è l'opposto del pricing di penetrazione. Invece di partire basso, si lancia a un prezzo elevato per poi abbassarlo gradualmente nel tempo. L'idea è di massimizzare i ricavi dai clienti entusiasti di acquistare per primi, disposti a pagare un premium, per poi aprire le porte agli acquirenti più sensibili al prezzo.
Questo approccio è molto comune nel settore tecnologico. I primi ad adottare un prodotto pagano il prezzo pieno per avere il modello più recente, mentre i clienti più attenti al budget aspettano che il prezzo scenda o scelgono una generazione precedente.
Per chi è indicato: brand che lanciano prodotti innovativi con vantaggi chiari e poca concorrenza diretta all'inizio.
Vantaggi:
- Massimizza i ricavi dai clienti che valorizzano l'essere i primi
- Aiuta a recuperare più rapidamente i costi di ricerca, sviluppo e lancio
- Stabilisce fin dal primo giorno un tono "premium" forte
Svantaggi:
- I prezzi alti possono invitare i concorrenti a entrare con alternative più economiche
- I primi clienti potrebbero sentirsi frustrati quando i prezzi scendono
- Funziona solo se il prodotto è davvero unico e innovativo
Best practice per il pricing dei prodotti
- Identifica il tuo pubblico di riferimento
- Analizza la concorrenza
- Definisci la tua proposta di valore unica
- Determina il tuo posizionamento sul mercato
- Sperimenta con sconti e pricing psicologico
- Evita gli errori di pricing più comuni
Utilizza questi suggerimenti quando devi stabilire il prezzi di vendita dei tuoi prodotti.
Identifica il tuo pubblico di riferimento
Identificare il tuo pubblico di riferimento è un primo passo fondamentale per tutto, dallo sviluppo del prodotto al marketing. È altrettanto essenziale quando si tratta di stabilire il prezzo di un prodotto.
Ad esempio, se vendi tappeti e il tuo pubblico di riferimento è composto da professionisti in città che possiedono una casa, probabilmente potrai applicare un prezzo più alto rispetto a se il tuo pubblico fosse composto da studenti universitari in cerca di decorazioni per la camera. I proprietari di casa, in genere, dispongono di un reddito disponibile maggiore.
Analizza la concorrenza
Potresti vendere un prodotto eccellente, ma se i clienti possono trovare qualcosa di simile a un prezzo inferiore, probabilmente perderai delle vendite. Prima di fissare i prezzi, conduci una ricerca di mercato approfondita e analizza i prezzi dei concorrenti attraverso un'analisi competitiva.
Un'analisi competitiva completa va oltre i semplici prezzi: ti permette di conoscere le strategie di marketing dei concorrenti, le loro politiche di reso e spedizione e molto altro. Ciò ti aiuta a posizionare il tuo prezzo nel mercato, assicurandoti al contempo che la tua esperienza cliente regga il confronto con la concorrenza.
Presta attenzione ai segnali di prezzo minimo e massimo nel tuo mercato. Se tutti i concorrenti si concentrano tra 25 € e 35 € per prodotti simili, quell'intervallo riflette probabilmente le aspettative dei clienti. Se il tuo prezzo si discosta significativamente da quella fascia, dovrai giustificarlo con una chiara differenziazione del prodotto.
Definisci la tua proposta di valore unica
La tua unique value proposition (UVP) è il motivo per cui i consumatori scelgono il tuo prodotto rispetto agli altri sul mercato, e influenzerà il tuo posizionamento sul mercato oltre alla tua strategia di pricing ottimale.
Ad esempio, se vendi farina e riesci a rifornirti di grano a basso costo con una produzione efficiente, la tua proposta di valore potrebbe essere l'accessibilità del prezzo, e vorrai mantenere i prezzi bassi. Se invece utilizzi grano biologico da agricoltori locali e produci miscele proprietarie in piccoli lotti, la tua proposta di valore potrebbe essere la qualità del prodotto, e potrai probabilmente fissare prezzi più alti.
Determina il tuo posizionamento sul mercato
Una volta definita la tua UVP, è il momento di stabilire il tuo posizionamento sul mercato. Esistono diverse strategie di posizionamento:
- Posizionamento sul prezzo. Concentrarsi su dove si colloca il prodotto nello spettro dei prezzi, come opzione accessibile o come offerta premium di fascia alta.
- Posizionamento sulla qualità. Enfatizzare la qualità del prodotto come elemento differenziante principale.
- Posizionamento rispetto alla concorrenza. Presentare il proprio prodotto come superiore a un concorrente diretto.
- Posizionamento sull'utilizzo. Mettere in evidenza il caso d'uso specifico del prodotto, enfatizzando funzionalità, prestazioni o caratteristiche tecniche.
- Posizionamento sulla disponibilità. Puntare sulla comodità, ad esempio offrendo la consegna in giornata per condizionatori d'aria durante le ondate di calore.
- Posizionamento sull'innovazione. Fare leva su tecnologie o prodotti che i concorrenti non hanno ancora.
Una volta trovato il giusto posizionamento per il tuo brand, scegli una strategia di pricing coerente. Ad esempio, il posizionamento sulla disponibilità potrebbe allinearsi con un modello di pricing dinamico (come il surge pricing di Uber), che adegua i prezzi in tempo reale in base alla domanda. Il posizionamento rispetto alla concorrenza potrebbe significare prezzare i propri prodotti leggermente al di sotto del principale rivale.
Sperimenta con sconti e pricing psicologico
Puoi combinare sconti e pricing psicologico con altre strategie di pricing per trovare i prezzi perfetti per il tuo prodotto.
Il pricing psicologico utilizza la psicologia del consumatore per influenzare gli acquisti. Le tattiche classiche includono prezzi che terminano con ,99 o l'uso di numeri dispari per far sembrare i prezzi più bassi.
Il pricing con sconti, ovvero mettere i prodotti in offerta, può incentivare gli acquisti perché i clienti hanno la sensazione di fare un affare. Può anche aiutare a smaltire le scorte più datate. Attenzione però a non esagerare: applicare sconti su troppi prodotti può far sembrare il tuo brand un rivenditore di fascia bassa, danneggiando la tua reputazione se ti posizioni come premium o di alta qualità.
Evita gli errori di pricing più comuni
Anche i venditori più esperti sbagliano a volte con il pricing. Fai attenzione a questi errori comuni:
- Prezzare troppo in basso per paura. I nuovi venditori spesso vanno sul sicuro e fissano prezzi troppo bassi perché temono che i clienti non comprino altrimenti. Ma così facendo si guadagna meno del dovuto, e un prezzo da saldo può far sembrare il prodotto di qualità inferiore.
- Dimenticarsi di monitorare la concorrenza. Fissare i prezzi una volta sola e non aggiornarli mai rende facile per i concorrenti sottoquotarti silenziosamente. Per evitarlo, aggiungi al calendario una verifica trimestrale dei prezzi o utilizza strumenti di monitoraggio dei prezzi per individuare i cambiamenti prima che impattino sulle vendite.
- Confondere margine e ricarico. Un ricarico del 30% non è la stessa cosa di un margine del 30%, e usare la metrica sbagliata può ridurre significativamente il profitto per vendita. Verifica sempre quale metrica stai usando prima di fissare i prezzi.
- Non tenere conto dell'aumento dei costi. Se i tuoi costi aumentano del 10% ma i prezzi rimangono invariati, i tuoi margini si ridurranno. Prendi l'abitudine di rivedere i costi ogni pochi mesi e adeguare i prezzi quando necessario.
Individua il prezzo di vendita migliore per i tuoi prodotti
Non lasciare che la paura di sbagliare nella determinazione del prezzo di vendita ti trattenga dal lanciare il tuo negozio online. Il pricing è un elemento che si evolverà sempre con la tua attività. A patto che i tuoi prezzi coprano le spese e ti garantiscano un profitto, potrai svolgere test e apportare aggiustamenti lungo il percorso.
Per iniziare, potresti utilizzare un modello di pricing basato sui costi ed eseguire un confronto dei prezzi per assicurarti che i tuoi prodotti siano prezzati in modo adeguato rispetto alla concorrenza. In seguito, potresti provare un'altra strategia di pricing.
Non è necessario cambiare il prezzo di tutto il catalogo in una volta sola. Scegli un gruppo di prodotti e prova un aumento del 5-10%. Osserva come il volume delle vendite risponde alle variazioni di prezzo. Se un leggero aumento del prezzo incide poco sul volume delle vendite ma incrementa il profitto, potresti star prezzando troppo in basso.
Presta attenzione a come la domanda reagisce alle variazioni di prezzo: questo fenomeno è chiamato elasticità della domanda. Alcuni prodotti presentano una domanda “elastica”, in cui i clienti sono molto sensibili al prezzo e piccoli aumenti causano cali significativi delle vendite. Altri presentano una domanda anelastica, in cui i clienti acquistano indipendentemente da modeste variazioni di prezzo. I beni di lusso e i beni di prima necessità tendono ad essere anelastici, mentre i prodotti di largo consumo e gli articoli con molti sostituti sono più elastici. Comprendere l’elasticità dei tuoi prodotti ti aiuta a prevedere in che modo gli esperimenti sui prezzi influenzeranno le vendite.
Infine, integra revisioni periodiche dei prezzi nelle operazioni aziendali. Le revisioni trimestrali ti aiutano a cogliere i cambiamenti dei costi, i movimenti della concorrenza e le variazioni della domanda prima che erodano i margini.
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Prezzo di vendita: domande frequenti
Come si calcolano i costi variabili di un prodotto?
I costi variabili comprendono tutte le spese sostenute per la produzione di ogni singola unità del tuo prodotto venduta. In genere, questi costi includono materiali, tempo di produzione, packaging, marketing e spedizione.
Come si stabilisce il prezzo di vendita di un prodotto artigianale?
Per i prodotti artigianali, oltre ai costi fissi e variabili, va considerata anche l'unicità del prodotto e la sua reperibilità sul mercato. Un prodotto artigianale raro o basato su una formula esclusiva può essere venduto a un prezzo più elevato rispetto ai prodotti standard.
Quanto profitto dovrebbe generare un prodotto?
Esistono molte strategie di pricing da considerare quando si determina il prezzo di un prodotto. È necessario tenere conto dei prezzi dei concorrenti, del costo dei prodotti e dei margini di profitto desiderati. Il pricing richiede prove continue: raramente è perfetto al primo tentativo.
Qual è il modo migliore per stabilire il prezzo di un prodotto?
Puoi utilizzare uno strumento per pricing dei prodotti, come il calcolatore gratuito del margine di profitto di Shopify, per calcolare rapidamente un prezzo di vendita redditizio. Per effettuare il calcolo manualmente, dovrai sommare i costi variabili e quelli fissi del prodotto, quindi aggiungere il margine di profitto desiderato per ottenere un prezzo di mercato di riferimento.
Quali fattori bisogna considerare quando si stabilisce il prezzo di un prodotto?
Per determinare il prezzo di un prodotto, è necessario considerare i costi totali di gestione dell'attività (inclusi i costi del prodotto e i costi indiretti come il budget marketing), i prezzi dei concorrenti, il potere d'acquisto dei clienti target e il valore dei propri prodotti.












